Quello di sabato sera è stato un bell'Harold.
Una parola, tartaruga, che ha aiutato i sette attori a creare una serie di suggestioni interessanti e non banali, legate insieme da una rara fluidità e organicità, frutto di un ottimo affiatamento.
Le storie si intrecciano lentamente, come la parola chiede, senza mai annoiare. Un gruppo di pirati e un medaglione vanno alla conquista di un'isola dove le tradizioni millenarie si fondono con la presenza dei quieti rettili, un pulmino di anziani (uno in particolare) che non arriva mai a destinazione, una rivisitazione del paradosso di Achille e la tartaruga, in questo caso elogio alla lentezza.
Il tutto, come detto, legato e coordinato da momenti di astrazione, suggestioni legate alla parola tartaruga, che hanno reso quest'Harold uno dei più belli visti finora a Milano.
I complimenti vanno quindi ai sette protagonisti della serata: Enzo Di Caro, Andrea Gaetani, Irene Lasta, Fabio Maccioni, Andrea Massironi, Angela Missanelli, Adriano Noli, che hanno saputo divertirsi e divertire sul palco senza avere paura del vuoto che impregna l'arte dell'improvvisazione, ma anzi tuffandosi nell'ignoto, lasciandosi guidare dall'Harold, con risultati eccezionali.
Sabato 13 dicembre ultima serata del 2008 al Barrio's con Imprò.
L'appuntamento è per tutti lì!
martedì 2 dicembre 2008
lunedì 17 novembre 2008
Movimprò
Sabato al Barrio's è andato in scena Movimprò
Ecco il commento del nostro Fabio Maccioni
L'autunno del Barrios è una florida primavera.
Già a settembre era iniziata la Stagione 2008/2009 ma, forse perchè le emozioni dell'estate al chiostro erano ancora troppo vive,
i motori non erano ancora caldi; ma sabato scorso, 15 novembre, al Barrios si è dato inizio alle danze.
Movimprò, un format mai sperimentato prima d'ora in Italia (e forse anche all'estero), una commistione di diversi generi di improvvisazione teatrale e di arte cinematografica.
La cornice di pubblico era da togliere il fiato e già all'inizio dello spettacolo, quando sullo schermo venivano proiettati i finti spot pubblicitari (come in ogni cinema che si rispetti, all'inizio di ogni film), l'ambiente risonava di risate e applausi.
Movimprò è soprattutto un'ora di improvvisazione teatrale in cui gli attori danno vita a un film, il cui titolo e genere vengono pescati a caso, dalla cesta dei biglietti compilati dal pubblico.
Un'unica storia, dunque, composta da molte scene, molti personaggi, ma un solo filo narrativo, fatto da conflitti e colpi di scena.
I personaggi del film vengono anch'essi pescati a caso, in una forma molto carina: prima dell'inizio del film improvvisato, ciascun attore entra, tutto solo, in scena, pesca un foglietto del pubblico e ne legge il mestiere o il personaggio scritto sopra e, di fronte a una regista (Rory Bica) con tanto di sedia e megafono, improvvisa una micro-scena di 10 secondi (una "fucilata") interpretando il personaggio pescato.
E così ha inizio il film del primo Movimprò, dal titolo "Asereyé", genere "Quentin Tarantino", con i seguenti personaggi: Riccardo Frontalini, nel ruolo dell'Imperatore; Marco Fida, Cinderella; Chiara Bianchini, la pittrice; Francesco Briccarello, nella parte di Giuseppe Garibaldi; Angela Missanelli, l'attaccabrighe; Lucia Migliucci, l'insegnante; Diego Brambini, il Magutt; Giorgio Cavarero, il muratore; Gaia Canevari, la domatrice di leoni.
Prima di tutto, i trailers: gli attori escono a coppie e recitano una battuta a testa, pescata dai biglietti del pubblico; spesso l'intonazione "da film di Tarantino" stride con la bizzarria delle battute pescate ("ci son due coccodrilli"; "prima le donne e i bambini"...) ma - forse anche per questo - il pubblico riceve suspense e pregusta la tensione del film.
La storia si dipana con buon ritmo: l'Imperatore si assume il compito del protagonista cattivo, padrone di Chicago (e forse dell'America intera, visto che gli viene appioppato il nome di Barabba Obama); i personaggi cercano di dar corpo a una storia, si muovono bene sul palco mantenendo le atmosfere tarantiniane, anche con qualche tentativo di utilizzare la tecnica del montaggio frammentato, pieno di flashback, tipico del regista italo-americano.
Lungo il corso del film, i conflitti e gli antagonisti della storia si perdono leggermente e il filo narrativo risulta un po' confuso (non è davvero facile mantenere una storia per un'ora!); il film tuttavia va avanti con molte scene divertenti e battute esilaranti.
Il pubblico del Barrios è carico ma non è finita qui, siamo solo all'intervallo: alla ripresa, si presentano sul palco due splendide presentatrici, in abito lungo rosso, per la notte degli Oscar-rafoni: gli attori, vestiti da serata di gala, si accomodano in platea, in attesa che il responso di una giuria (scelta tra il pubblico) venga palesato, mentre sullo schermo scorrono i volti delle nominations.
Il premio per i migliori effetti speciali ("non li avete visti ma c'erano!") lo vince la coppia Cavarero-Briccarello, che sul palco si lasciano andare a ringraziamenti post-premio da sbellicarsi; poi è Gaia Canevari a vincere il premio per la battuta più incomprensibile ("proprio a me doveva capitare un leno eschimese senza denti?!", pronunciata durante il provino) e sul palco ringrazia tutti da perfetta attrice acida ed egocentrica; infine, il premio per l'attore più brutto va a un raggiante Marco Fida che, emulo di Benigni, zompetta tra il pubblico e bacia tutti prima di salire sul palco e "ringraziare" la moglie.
A corredo della Notte degli Oscar, l'intervento di un'ospite speciale, la cantante Gio Caino (Giovanna Occhino), che pur in preda ai fumi dell'alcol ci regala una splendida canzone jazzata, dal titolo "Clarabella" (pescato dai biglietti).
E non finisce qui: come alla fine di ogni film in dvd, gli attori danno vita alle "scene tagliate" del film, improvvisando errori e gaffes.
Scorrono sullo schermo i titoli di coda finali, per i quali dobbiamo fare i complimenti tanto alla tempestività di montaggio di Luca Petroni (in cabina "tecnologica" insieme a Andy Ferrari e Davide Arcuri) quanto alla genialità di chi ha scritto i testi, piccolo capolavoro di scrittura creativa.
E infine - serata straripante di sorprese - un ultimo video: la scena finale del film Rambo ri-doppiata, ove il protagonista, scartato dai provini per il primo Movimprò, entra nel deserto e si prepara (ovviamente "senza maglietta") a ripresentarsi per il prossimo Movimprò... e voi, siete pronti per Movimprò 2009? Restate collegati!
Ecco il commento del nostro Fabio Maccioni
L'autunno del Barrios è una florida primavera.
Già a settembre era iniziata la Stagione 2008/2009 ma, forse perchè le emozioni dell'estate al chiostro erano ancora troppo vive,
i motori non erano ancora caldi; ma sabato scorso, 15 novembre, al Barrios si è dato inizio alle danze.
Movimprò, un format mai sperimentato prima d'ora in Italia (e forse anche all'estero), una commistione di diversi generi di improvvisazione teatrale e di arte cinematografica.
La cornice di pubblico era da togliere il fiato e già all'inizio dello spettacolo, quando sullo schermo venivano proiettati i finti spot pubblicitari (come in ogni cinema che si rispetti, all'inizio di ogni film), l'ambiente risonava di risate e applausi.
Movimprò è soprattutto un'ora di improvvisazione teatrale in cui gli attori danno vita a un film, il cui titolo e genere vengono pescati a caso, dalla cesta dei biglietti compilati dal pubblico.
Un'unica storia, dunque, composta da molte scene, molti personaggi, ma un solo filo narrativo, fatto da conflitti e colpi di scena.
I personaggi del film vengono anch'essi pescati a caso, in una forma molto carina: prima dell'inizio del film improvvisato, ciascun attore entra, tutto solo, in scena, pesca un foglietto del pubblico e ne legge il mestiere o il personaggio scritto sopra e, di fronte a una regista (Rory Bica) con tanto di sedia e megafono, improvvisa una micro-scena di 10 secondi (una "fucilata") interpretando il personaggio pescato.
E così ha inizio il film del primo Movimprò, dal titolo "Asereyé", genere "Quentin Tarantino", con i seguenti personaggi: Riccardo Frontalini, nel ruolo dell'Imperatore; Marco Fida, Cinderella; Chiara Bianchini, la pittrice; Francesco Briccarello, nella parte di Giuseppe Garibaldi; Angela Missanelli, l'attaccabrighe; Lucia Migliucci, l'insegnante; Diego Brambini, il Magutt; Giorgio Cavarero, il muratore; Gaia Canevari, la domatrice di leoni.
Prima di tutto, i trailers: gli attori escono a coppie e recitano una battuta a testa, pescata dai biglietti del pubblico; spesso l'intonazione "da film di Tarantino" stride con la bizzarria delle battute pescate ("ci son due coccodrilli"; "prima le donne e i bambini"...) ma - forse anche per questo - il pubblico riceve suspense e pregusta la tensione del film.
La storia si dipana con buon ritmo: l'Imperatore si assume il compito del protagonista cattivo, padrone di Chicago (e forse dell'America intera, visto che gli viene appioppato il nome di Barabba Obama); i personaggi cercano di dar corpo a una storia, si muovono bene sul palco mantenendo le atmosfere tarantiniane, anche con qualche tentativo di utilizzare la tecnica del montaggio frammentato, pieno di flashback, tipico del regista italo-americano.
Lungo il corso del film, i conflitti e gli antagonisti della storia si perdono leggermente e il filo narrativo risulta un po' confuso (non è davvero facile mantenere una storia per un'ora!); il film tuttavia va avanti con molte scene divertenti e battute esilaranti.
Il pubblico del Barrios è carico ma non è finita qui, siamo solo all'intervallo: alla ripresa, si presentano sul palco due splendide presentatrici, in abito lungo rosso, per la notte degli Oscar-rafoni: gli attori, vestiti da serata di gala, si accomodano in platea, in attesa che il responso di una giuria (scelta tra il pubblico) venga palesato, mentre sullo schermo scorrono i volti delle nominations.
Il premio per i migliori effetti speciali ("non li avete visti ma c'erano!") lo vince la coppia Cavarero-Briccarello, che sul palco si lasciano andare a ringraziamenti post-premio da sbellicarsi; poi è Gaia Canevari a vincere il premio per la battuta più incomprensibile ("proprio a me doveva capitare un leno eschimese senza denti?!", pronunciata durante il provino) e sul palco ringrazia tutti da perfetta attrice acida ed egocentrica; infine, il premio per l'attore più brutto va a un raggiante Marco Fida che, emulo di Benigni, zompetta tra il pubblico e bacia tutti prima di salire sul palco e "ringraziare" la moglie.
A corredo della Notte degli Oscar, l'intervento di un'ospite speciale, la cantante Gio Caino (Giovanna Occhino), che pur in preda ai fumi dell'alcol ci regala una splendida canzone jazzata, dal titolo "Clarabella" (pescato dai biglietti).
E non finisce qui: come alla fine di ogni film in dvd, gli attori danno vita alle "scene tagliate" del film, improvvisando errori e gaffes.
Scorrono sullo schermo i titoli di coda finali, per i quali dobbiamo fare i complimenti tanto alla tempestività di montaggio di Luca Petroni (in cabina "tecnologica" insieme a Andy Ferrari e Davide Arcuri) quanto alla genialità di chi ha scritto i testi, piccolo capolavoro di scrittura creativa.
E infine - serata straripante di sorprese - un ultimo video: la scena finale del film Rambo ri-doppiata, ove il protagonista, scartato dai provini per il primo Movimprò, entra nel deserto e si prepara (ovviamente "senza maglietta") a ripresentarsi per il prossimo Movimprò... e voi, siete pronti per Movimprò 2009? Restate collegati!
mercoledì 8 ottobre 2008
Harold al Guanella
martedì 30 settembre 2008
Weekend con Teatribù
Tre spettacoli, tre Imprò, nel fine settimana improvvisatorio:
Venerdì 3 ottobre ore 21
IMPRO'
Teatro Guanella, via Duprè 19, Milano
ingresso 10 euro
prenotazioni 3203808689
Sabato 4 ottobre ore 21.30
IMPRO'
Sala Parrocchiale, via San Pietro 2, Treviglio
ingresso libero
Sabato 4 ottobre ore 21.30
IMPRO'
Cortile di Palazzo Rasini, Cavenago
ingresso libero
Ce n'è per tutti!
Venerdì 3 ottobre ore 21
IMPRO'
Teatro Guanella, via Duprè 19, Milano
ingresso 10 euro
prenotazioni 3203808689
Sabato 4 ottobre ore 21.30
IMPRO'
Sala Parrocchiale, via San Pietro 2, Treviglio
ingresso libero
Sabato 4 ottobre ore 21.30
IMPRO'
Cortile di Palazzo Rasini, Cavenago
ingresso libero
Ce n'è per tutti!
mercoledì 24 settembre 2008
Campioni!!
Ecco il resoconto di Fabio Maccioni:
C'è Milano sul tetto d'Italia.
Il 20 e 21 settembre a Bologna si è giocato il Grand Prix Amatori,
cioè l'ultima parte del campionato italiano di Imprò,
quarti, semifinali e finale, tutto in 24 ore.
Milano c'era, forte delle vittoria estiva con Bologna,
vittoria sofferta, tra l'altro, essendo Bologna una delle scuole più forti d'Italia.
I nostri Angela Missanelli, Diego Brambini, Riccardo Frontalini e Andrea Massironi si sono presentati al Grand Prix con lo spirito che contraddistingue le squadre di Milano:
voglia di divertirsi e voglia di improvvisare.
Il quarto di finale, con Riccione, inizia sottotono, e i nostri rischiano di farsi schiacciare dall'esuberanza (un po' confusionaria) dei romagnoli. Piano piano, passin passetto, un po' sorniona, Milano conquista il pubblico, con una “da 1 a 4 a 1” esilarante e con un musical di classe. Vittoria!
Grande esultanza, per Milano e i suoi supporters (accorsi da Teatribu con tanto di pon pon),
visto anche la scarsa abitudine a vincere gli Imprò (vedi le squadre milanesi al Barrios).
La semifinale contro Padova parte anch'essa così così: gli Euganei sono giovani, agguerriti e talentuosi, e per di più il pubblico è il loro quinto uomo.
Ma i nostri non si perdono d'animo: un paio di improvvisazioni esemplari e via, sorpasso e vittoria!
Memorabile una Walt Disney che più di uno spettatore ricorda con commozione (una volta di più, abbiamo visto che l'improvvisazione teatrale non deve per forza “fare ridere”).
Finale con Roma: i nostri sono stremati, gli “avversari” sono molto fisici, fantasiosi, ricchi di personaggi, ma negli sguardi di Angela, Riccardo, Andrea e Diego si legge una serenità vincente.
Improvvisazioni esilaranti, momenti di stanca, momenti di applausi a scena aperta... e parità fino alla fine.
Spareggio in stile dialetti d'Italia: sarà per qualche cliché di troppo da parte di Roma (i soliti stereotipi sui sardi), sarà per un inedito accento montanaro del nostro Andrea, o forse sarà perché in generale il pubblico aveva globalmente apprezzato più la nostra squadra, e il voto finale va a Milano!
I nostri eroi umili, i nostri leader inconsapevoli... qualche lacrima, gli abbracci e i complimenti ammirati da parte degli altri improvvisatori... che sensazione vedere Milano con la coppa in mano... i figli di Teatribu regalano ai loro fratelli un premio pieno di piacere, di gioia, di sprone per tutti. Il futuro è nostro!
Vedi anche http://www.improteatro.it/milano-campione.
venerdì 19 settembre 2008
Imprò Barrio's
Ecco i partecipanti all'Imprò al Barrio's di sabato 20 settembre
Presenta: Adriano Noli
Notaio: Chiara Bianchini
Giocano: Marco Berrettini, Betta De Ruvo, Leonardo Greco, Giovanna Occhino,
Claudia Casamassa, Francesca Currò, Marco Fida, Davide Stucchi
Suona: Marco Bigi
A sabato!!
Presenta: Adriano Noli
Notaio: Chiara Bianchini
Giocano: Marco Berrettini, Betta De Ruvo, Leonardo Greco, Giovanna Occhino,
Claudia Casamassa, Francesca Currò, Marco Fida, Davide Stucchi
Suona: Marco Bigi
A sabato!!
lunedì 8 settembre 2008
Chiostro 2008
Anche quest'anno il Chiostro del Museo Diocesano ha rappresentato l'estate improvvisatoria milanese. Un successo ancora più ampio della passata stagione, con un maggior numero di spettacoli e una sempre più alta partecipazione di pubblico, unita a una migliore qualità degli spettacoli.
Un po' di cifre, una smorfia particolare legata a questa avventura
1 Teatribù. Comunque.
2 Le mele. Nemiche? Amiche? Compagne? Mele?
3 Le puntate dell'Improsoap: Ferragosto in Autogrill, già un cult del Ferragosto milanese
4 Gli Improgame, riservati solo ai primini, che hanno messo in mostra la probabile futura spina dorsale di Teatribù. Gli osservatori di Teatribù hanno preso appunti...
6 Gli improvvisatori francofoni venuti da Belgio e Svizzera a sconfiggere la grandine il 12 luglio, in una grande serata, speriamo un inizio di qualcosa di nuovo anche a Milano
9 Le settimane di spettacoli, tra luglio, agosto e settembre
21 L'orario di inizio degli spettacoli. Mai rispettato.
27 Le serate, tutte a un buon livello medio, con picchi (la serata internazionale, gli Harold, un paio di Catch, l'ultimo Improgame, l'ultimo Real Game) e momenti più bassi, ma mediamente meglio dell'anno scorso
40 Il maestro Pavan. Sempre meraviglioso
50 Andy Ferrari
64 I partecipanti alla serata finale. Cento Pazzi o qualcosa meno, ma di grande effetto!
80 Sedie nere, a parte tre serate sempre piene, con aggiunte varie in vimini o erba fine.
281 Le presenze alle sette lezioni gratuite, qualcosa in più rispetto alle 55 dell'anno scorso
390 Autografi di Andy Ferrari, tutti donati al servizio catering, che un domani sarà ancora più ricco
3000 (oltre) Gli spettatori a sedere nelle serate, senza contare i passanti..
10000000000 (oltre) Le zanzare stimate, sempre presenti, sempre pungenti, con picchi fino al 10 agosto, poi in calo (vacanze intelligenti?)
La promessa è che l'anno prossimo sarà ancora meglio, cercando di limare le pecche di quest'anno e di migliorare ancora la qualità degli spettacoli di quello che sta diventando un appuntamento fisso per Teatribù ma anche per la città.
Chiudiamo con un doveroso ringraziamento a tutti coloro che a diverso titolo hanno preso parte alla manifestazione, dai primini sempre disponibili per lo staff e per gli spettacoli, ai più navigati amatori comunque pronti sul palco a rimettersi in gioco. A chi è venuto solo a vedere, a chi è salito sul palco più di dieci volte, a chi ha portato un amico, a chi ha portato due amiche, a chi comunque meglio che niente stando a Milano a lavorare, a chi non ha fatto le vacanze per rimanere al chiostro, a chi ha fatto le vacanze al chiostro.
Grazie e all'anno prossimo!
Teatribù
Un po' di cifre, una smorfia particolare legata a questa avventura
1 Teatribù. Comunque.
2 Le mele. Nemiche? Amiche? Compagne? Mele?
3 Le puntate dell'Improsoap: Ferragosto in Autogrill, già un cult del Ferragosto milanese
4 Gli Improgame, riservati solo ai primini, che hanno messo in mostra la probabile futura spina dorsale di Teatribù. Gli osservatori di Teatribù hanno preso appunti...
6 Gli improvvisatori francofoni venuti da Belgio e Svizzera a sconfiggere la grandine il 12 luglio, in una grande serata, speriamo un inizio di qualcosa di nuovo anche a Milano
9 Le settimane di spettacoli, tra luglio, agosto e settembre
21 L'orario di inizio degli spettacoli. Mai rispettato.
27 Le serate, tutte a un buon livello medio, con picchi (la serata internazionale, gli Harold, un paio di Catch, l'ultimo Improgame, l'ultimo Real Game) e momenti più bassi, ma mediamente meglio dell'anno scorso
40 Il maestro Pavan. Sempre meraviglioso
50 Andy Ferrari
64 I partecipanti alla serata finale. Cento Pazzi o qualcosa meno, ma di grande effetto!
80 Sedie nere, a parte tre serate sempre piene, con aggiunte varie in vimini o erba fine.
281 Le presenze alle sette lezioni gratuite, qualcosa in più rispetto alle 55 dell'anno scorso
390 Autografi di Andy Ferrari, tutti donati al servizio catering, che un domani sarà ancora più ricco
3000 (oltre) Gli spettatori a sedere nelle serate, senza contare i passanti..
10000000000 (oltre) Le zanzare stimate, sempre presenti, sempre pungenti, con picchi fino al 10 agosto, poi in calo (vacanze intelligenti?)
La promessa è che l'anno prossimo sarà ancora meglio, cercando di limare le pecche di quest'anno e di migliorare ancora la qualità degli spettacoli di quello che sta diventando un appuntamento fisso per Teatribù ma anche per la città.
Chiudiamo con un doveroso ringraziamento a tutti coloro che a diverso titolo hanno preso parte alla manifestazione, dai primini sempre disponibili per lo staff e per gli spettacoli, ai più navigati amatori comunque pronti sul palco a rimettersi in gioco. A chi è venuto solo a vedere, a chi è salito sul palco più di dieci volte, a chi ha portato un amico, a chi ha portato due amiche, a chi comunque meglio che niente stando a Milano a lavorare, a chi non ha fatto le vacanze per rimanere al chiostro, a chi ha fatto le vacanze al chiostro.
Grazie e all'anno prossimo!
Teatribù
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